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Mrs. Laura Bush walks to meet UN Protocol Officer Mary Muturi of Kenya.
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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Grazie ai programmi statunitensi, si stano intensificando le iniziative internazionali per la cura dell’AIDS, 2 giugno 2006
(Gli Stati Uniti hanno provveduto alla diffusione di farmaci per 561. 000 malati, ha dichiarato la first lady Laura Bush alle Nazioni Unite)
a cura di Judy Aita
corrispondente del Washington File presso le Nazioni Unite
Nazioni Unite – Il piano di emergenza del Presidente per la lotta contro l’ Aids ( PEPFAR, President's Emergency Plan for AIDS Relief), sta provvedendo all’invio di farmaci anti-retrovirali per 561.000 uomini, donne e bambini nei 15 paesi maggiormente colpiti, e chiede alle nazioni ad intensificare il proprio impegno contro la malattia, ha annunciato la first lady americana Laura Bush durante un incontro al vertice sull’AIDS/HIV con i leader mondiali, che ha avuto luogo il 2 giugno scorso.
Ella ha espresso parole di encomio per il lavoro svolto, da quando ebbe luogo la storica Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull’ HIV/AIDS nel 2001, ma ha posto l’attenzione sui compiti più importanti – quali istruzione, in special modo per donne e ragazze, e preparazione professionale degli operatori del servizio sanitario – necessari per sconfiggere la pandemia.
“Tutti devono sapere come si trasmette l’AIDS – ed ogni paese ha l’obbligo di educare i suoi cittadini a tale proposito”, ha dichiarato la first lady. “Ecco perché ogni nazione deve migliorare il proprio livello di istruzione, specialmente per donne e ragazze, in modo che esse imparino a fare le scelte giuste, che le mantengano in salute ed al sicuro”.
Un’altra sfida consiste nel raggiungere il traguardo relativo al fatto che sempre più gente diventi consapevole del proprio stato di sieropositività, ha aggiunto.
“Qui negli Stati Uniti, abbiamo riconosciuto il 27 giugno come la Giornata Nazionale per il Test dell’HIV ( National HIV Testing Day ). Presto il nostro paese proporrà di indire ‘La Giornata Internazionale per il Test dell’HIV’”, ha sostenuto la first lady, ottenendo l’applauso di approvazione da parte di tutta l’assemblea.
Il Primo Ministro del Lesotho, Pakalitha Bethuel Mosisili, ha parlato della campagna a favore del test sull’HIV promossa nel suo paese, intitolata “Conosci il tuo stato”, che viene considerata una specie di porta d’accesso per la cura e l’assistenza universale, l’eliminazione della discriminazione e la fine dell’epidemia nel paese.
Il primo ministro ha spiegato di essersi recato personalmente presso un centro per il test sull’HIV, insieme ad altri funzionari ed al capo della Chiesa Cattolica di Lesotho. “Ho chiesto all’arcivescovo di effettuare le analisi prima di me, perché temevo i risultati. Sebbene ricopra il ruolo di primo ministro, sono pur sempre un essere umano”.
IL PIANO PREVEDE UN’INTEGRAZIONE TRA LE ATTIVITA’ DI PREVENZIONE, CURA ED ASSISTENZA
La first lady americana ha anche esortato le nazioni ad unirsi agli Stati Uniti nell’attività di formazione professionale degli operatori del servizio sanitario. Gli Stati Uniti stanno attingendo le risorse dal piano quinquennale, che prevede lo stanziamento di 15 miliardi di dollari per la lotta contro l’AIDS, per la formazione professionale degli operatori sanitari africani. L’obiettivo consiste nel costruire delle infrastrutture sostenibili per il sistema sanitario, in modo da poter curare infezioni come l’HIV/AIDS, insieme a malaria, tubercolosi ed altre malattie. Il piano d’emergenza, varato nel 2003, ha provveduto allo stanziamento di fondi per combattere la pandemia in 100 paesi, concentrando la sua attenzione soprattutto sui 15 paesi maggiormente colpiti.
Prestazioni sanitarie erogate in forma diretta, contribuiscono a mantenere la popolazione in buona salute, e l’istruzione fa nascere la speranza, ha dichiarato Bush. “Milioni di persone stanno imparando a convivere con il virus dell’HIV/AIDS, invece di aspettare di morire a causa sua”.
Un fact sheet relativo al piano di emergenza, rilasciato dal Dipartimento di Stato americano in data 2 giugno, ha riportato che delle 561.000 persone che stanno ricevendo la somministrazione di farmaci anti-retrovirali, il 61% sono donne. Il maggior numero di individui coinvolti nei programmi di cura sostenuti dal piano PEPFAR, vive in Sud Africa, Uganda e Namibia, e sono rispettivamente 132.000, 75.000 and 58.000 persone.
Dal 31 Marzo, il piano d’emergenza ha sostenuto: la campagna di prevenzione contro la trasmissione del virus HIV dalla madre al feto o al neonato, per più di 4.5 milioni di donne in stato di gravidanza, la profilassi anti-retrovirale per 342.000 donne in stato di gravidanza, e la prevenzione di circa 65.100 casi di infezione infantile da HIV. Il fact sheet dichiara, inoltre, che più di 13,6 milioni di uomini, donne e bambini hanno tratto beneficio dai servizi di consultazione ed analisi mediche.
LA SESSIONE SPECIALE DELL’ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE DEDICATA ALLA QUESTIONE HIV/AIDS
La sessione speciale 2006 dedicata alla questione HIV/AIDS, si è tenuta dal 31 maggio al 2 giugno per fare il punto sulla risposta internazionale all’epidemia, e tracciare un percorso che possa: aiutare i paesi a raggiungere l’obiettivo di un accesso universale alla cura, all’assistenza ed al sostegno per tutti coloro che ne hanno bisogno, entro l’anno 2010; aumentare progressivamente i programmi di prevenzione HIV; e generare supporto finanziario e politico. Vi hanno partecipato più di dieci capi di stato e centinaia di ministri provenienti da 120 paesi, insieme a migliaia di rappresentanti della società civile e del settore privato.
L’Assemblea Generale dovrebbe adottare una dichiarazione che vada molto al di là di quella presentata nel 2001, nello stabilire politiche e priorità. I funzionari americani hanno chiesto che questo dialogo di alto livello non si fermi alle sole dichiarazioni, ma intraprenda azioni che possano salvare vite umane (Vedi articolo correlato ) .
Il Dr. Peter Piot, direttore esecutivo del Programma Congiunto delle Nazioni Unite su HIV/AIDS (UAIDS), ha dichiarato che le nazioni devono dare a questa malattia la stessa priorità che viene data alla crescita economica ed alla sicurezza, e stanziare per il 2008 e per ogni altro anno successivo, cifre maggiori dei 20 miliardi di dollari necessari per la cura e l’assistenza.
Il 30 maggio l’UNAIDS ha rilasciato una dichiarazione nella quale si evidenziavano i trent’anni di progressi nella lotta contro l’AIDS. Questo rapporto, intitolato 2006 Report on the Global AIDS Epidemic: A UNAIDS 10th Anniversary Special Edition, (Rapporto 2006 sull’epidemia mondiale di AIDS: Edizione speciale per il decimo anniversario dell’UNAIDS), dimostra che sono stati ottenuti numerosi progressi per quanto riguarda alcune aree, incluso l’incremento dei fondi stanziati e la possibilità di accesso alla cura, e che in alcuni paesi sono diminuiti i casi di HIV tra i giovani durante gli ultimi cinque anni. (Vedi articolo correlato).
Cambiare il corso degli eventi relativi a questa epidemia, ha aggiunto il Segretario Generale Kofi Annan, “richiede che ogni presidente e primo ministro, ogni parlamentare e politico decida e dichiari che ‘l’AIDS si ferma con me. L’AIDS si ferma con me.”’
La trascrizione del discorso di Laura Bush può essere trovata sul sito web della Casa Bianca.
Il fact sheet sul Piano di Emergenza del Presidente degli Stati Uniti per la lotta all’AIDS, può essere visionato sul sito del Dipartimento di Stato.
Per maggiori informazioni sulla politica e sui programmi degli Stati Uniti a tale proposito, si prega di consultare la sezione dedicata ad HIV/AIDS.