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President George W. Bush.
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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
La morte di Zarqawi è una vittoria per la libertà, dichiara Bush, 10 giugno 2006
(La Coalizione "approfitta del momento" per portare maggiore sicurezza in Iraq)
L’uccisione di Abu Musab al-Zarqawi, comandante operativo di al-Qaida in Iraq, è un’importante vittoria del popolo iracheno e un’importante vittoria nella guerra globale contro il terrorismo, ha dichiarato il Presidente Bush il 10 giugno nel suo settimanale discorso alla nazione.
“La libertà ha conquistato una grande vittoria nel cuore del MedioOriente”, ha detto Bush.
Sebbene la violenza possa subire un’escalation nelle prossime settimane, ha avvertito Bush, “le forze della coalizione e quelle irachene stanno approfittando di questo momento per colpire i nemici della libertà in Iraq, in questa situazione di incertezza per la loro causa”. (Vedi articolo correlato.)
Il presidente ha espresso fiducia nei passi che il nuovo governo del Primo Ministro Nouri-al-Malik ha intrapreso per affrontare le sue urgentissime priorità di riconciliazione, di ricostruzione, e di soppressione della violenza terrorista – soprattutto ora che il Gabinetto è stato completato grazie alla nomina dei ministri della difesa, degli interni e della sicurezza nazionale.
Bush ha annunciato che il 12 giugno convocherà una riunione dei massimi funzionari statunitensi per discutere i piani per l’Iraq, seguita il 13 giugno da una teleconferenza con il Primo Ministro Maliki e i membri del suo Gabinetto.
“Insieme stabiliremo come meglio utilizzare le risorse americane in Iraqe come raggiungere il nostro comune obbiettivo di un Iraq che possa governarese stesso, sostenere se stesso, e difendere se stesso”, ha dichiarato Bush.
Per ulteriori informazioni, vedi i siti web USINFO Iraq Update e Response to Terrorism.
Un file audio del discorso del Presidente è disponibile su sito web della Casa Bianca. Segue la trascrizione della Casa Bianca:
(inizio della trascrizione)
LA CASA BIANCA
Ufficio del Segretario Stampa
10 giugno 2006
DISCORSO RADIOFONICO DEL PRESIDENTE ALLA NAZIONE
IL PRESIDENTE: Buongiorno. È stata una buona settimana per la causa della libertà. Mercoledì sera in Iraq, le forze militari statunitensi hanno ucciso il terrorista Zarqawi.
L’uccisione di Zarqawi rappresenta un’importante vittoria nella guerra globale al terrore. Questo terrorista nato in Giordania era il comandante operativo di al-Qaida in Iraq. Ha guidato una campagna fatta di attentati con autobombe, e di sequestri, e di attacchi suicidi che sono costati la vita a molti appartenenti alle forze americane, a operatori umanitari internazionali, e a migliaia di iracheni innocenti. Zarqawi aveva una lunga storia di omicidi e spargimenti di sangue. Prima dell’11 settembre 2001, dirigeva un campo di addestramento per terroristi in Afghanistan – finché le forze della Coalizione non hanno distrutto quel campo. È fuggito in Iraq, dove ha ricevuto cure mediche e ha dato il via a delle operazioni insieme ai suoi compagni terroristi.
Dopo la caduta di Saddam, Zarqawi era entrato in clandestinità e aveva dichiarato la sua lealtà a Osama bin Laden, che lo chiamava il “Principe di al-Qaida in Iraq” e aveva istruito i terroristi in tutto di mondo ad “ascoltarlo e a obbedirgli”. Zarqawi ha personalmente decapitato ostaggi e altri civili americani in Iraq; è stato la mente dietro la distruzione del quartier generale delle Nazioni Unite a Baghdad; ed è stato responsabile dell’assassinio di un diplomatico americano in Giordania e del bombardamento di alcuni hotel ad Amman. I suoi obiettivi in Iraq erano chiari: voleva fermare il sorgere della democrazia, cacciare via le forze della coalizione, istigare una guerra civile, e trasformare il paese in un rifugio sicuro da dove al-Qaida potesse lanciare nuovi attacchi contro l’America e le altre nazioni libere. Invece, Zarqawi è morto in quell’Iraq libero e democratico la cui nascita ha cercato con tutte le sue forze di evitare, e ora il mondo è un posto migliore, perché quest’uomo violento non ucciderà mai più.
Gli iracheni possono andare giustamente fieri del loro nuovo governo e dei primi passi che ha compiuto per migliorare la loro sicurezza. E gli americani possono andare enormemente fieri degli uomini e delle donne delle nostre Forze Armate, e dei funzionari dei servizi segreti che li sostengono. Negli ultimi tre anni, le nostre truppe hanno rovesciato un crudele dittatore, combattuto contro i terroristi e i rivoltosi casa per casa, e hanno addestrato le forze irachene a difendere la loro nuova democrazia. Nel frattempo, sono rimasti sulle tracce di questo brutale terrorista, perseverando per anni tra occasioni mancate per un soffio e false piste, senza mai abbandonare la speranza. Questa settimana hanno preso il loro uomo. E tutti gli americani sono loro riconoscenti per questo straordinario successo.
Zarqawi è morto, ma la difficile e necessaria missione in Iraq continua. Nelle settimane che abbiamo di fronte, la violenza in Iraq potrebbe subire un’escalation. I terroristi e i rivoltosi cercheranno di dimostrare che possono continuare senza Zarqawi. E le forze della Coalizione e quelle irachene stanno approfittando di questo momento per colpire i nemici della libertà in Iraq, in questa situazione di incertezza per la loro causa. Il compito che abbiamo di fronte richiederà altri sacrifici e la continua pazienza del popolo americano.
Mi incoraggia la determinazione del Primo Ministro Maliki a sconfiggere i nostri comuni nemici e a portare la sicurezza e lo stato di diritto a tutti gli iracheni. Questa settimana ha compiuto un altro passo importante verso questo obbiettivo, completando la formazione del suo Gabinetto – con la nomina di un nuovo Ministro della Difesa, di un nuovo Ministro degli Interni, e di un nuovo Ministro di Stato per la Sicurezza Nazionale. Questi nuovi leader aiuteranno il governo ad affrontare le sue principali priorità: la riconciliazione, la ricostruzione, e la cessazione dei sequestri, delle decapitazioni e degli attentati suicidi.
Mentre perseguiranno tali obiettivi, essi avranno il pieno supporto americano. Lunedì, convocherò a Camp David la mia squadra per la sicurezza nazionale e altri membri chiave del mio Gabinetto per discutere il nostri passi futuri in Iraq. Martedì, il nuovo Ambasciatore iracheno alle Nazioni Unite ci raggiungerà, e avremo una discussione in teleconferenza con il Primo Ministro Maliki e alcuni membri del suo Gabinetto. Insieme stabiliremo come meglio utilizzare le risorse americane in Iraq e come raggiungere il nostro comune obbiettivo di un Iraq che possa governare se stesso, sostenere se stesso, e difendere se stesso.
Abbiamo di fronte ancora un lavoro difficile in Iraq. Tuttavia, questa settimana, l’ideologia del terrore ha subito un grave colpo. Al-Qaida ha perso il suo leader in Iraq, e il popolo iracheno ha completato la formazione di un governo democratico che è determinato a difenderlo, e la libertà ha conquistato una grande vittoria nel cuore del Medio Oriente.
Grazie per l’ascolto.