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President George W. Bush’s Emergency Plan for AIDS Relief.
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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Gli Stati Uniti ed i loro partner fanno progressi nella lotta contro l’HIV/AIDS, 9 agosto 2006
(Un alto funzionario statunitense parla dei successi ottenuti e delle iniziative più importanti a favore della prevenzione)
a cura di Charlene Porter
Corrispondente del Washington File
Washington – Gli sforzi congiunti nell’ambito di un programma mondiale sull’AIDS sostenuto dagli Stati Uniti, insieme ad altre iniziative internazionali, stanno giungendo ad una “fase critica” nella battaglia contro l’epidemia, ha dichiarato un alto funzionario americano che si occupa di questa problematica.
“Adesso stiamo entrando nella fase calante della curva epidemica, e finalmente stiamo guadagnando terreno nella lotta contro l’infezione”, ha dichiarato il Dott. Mark Dybul, vice coordinatore americano per la lotta all’AIDS nel mondo (GAC), il quale svolge l’incarico di sovrintendere le iniziative americane, volte ad aiutare gli altri paesi nella lotta per debellare questa malattia (Vedi articolo correlato ).
Dybul si è così espresso nel corso di una videoconferenza digitale con i giornalisti in Canada, avvenuta durante i lavori preliminari all’apertura della XVI Conferenza Internazionale sull’AIDS, che si svolgerà a Toronto dal 13 al 18 agosto.
Il PFEFAR, piano approvato dal Presidente Bush per gli aiuti a favore della lotta all’AIDS, rappresenta il programma principale attraverso il quale elargire gli aiuti americani alle nazioni che lottano per combattere quest’infezione. Secondo l’ufficio GAC, nel corso dei due anni dall’entrata in vigore del PFEFAR, 120 paesi hanno ricevuto il sostegno degli Stati Uniti, grazie al piano quinquennale che prevede un’erogazione di 15 miliardi di dollari, il più grosso impegno finanziario che sia mai stato preso da una sola nazione per cercare di debellare una sola malattia.
Il PEPFAR si interessa principalmente di 15 nazioni, che possono essere annoverate tra i paesi con il più alto tasso di prevalenza del virus HIV. ( Vedi articolo correlato ).
Dal 2004, il piano PEPFAR ha provveduto a distribuire farmaci anti-retrovirali (ARV) a 561.000 persone affette da AIDS, appartenenti ai 15 paesi che rientrano nel programma. A livello mondiale, le iniziative internazionali nelle quali gli Stati Uniti svolgono il ruolo di partner, hanno cominciato ad adoperarsi per fornire trattamenti farmacologici a 1.3 milioni di persone, ha dichiarato Dybul.
Gli Stati Uniti hanno appoggiato un progetto di prevenzione, contro la trasmissione del virus dell’HIV da madre a figlio, in circa 4.5 milioni di gravidanze. Fino al 30 settembre 2005, il piano PEPFAR si è incaricato di provvedere alla cura di 3 milioni di persone, inclusa quella relativa ad 1.2 milioni di orfani e bambini vulnerabili.
Il PEPFAR si è anche adoperato per offrire un servizio di prevenzione che ha riguardato più di 13 milioni di casi. Questa iniziativa rientra nell’approccio di prevenzione comprensiva, che mira a raggiungere l’obiettivo di “una generazione libera dall’AIDS”, ha dichiarato Dybul.
Un programma di prevenzione in Kenya insegna ai ragazzi “che è effettivamente possibile astenersi dall’attività sessuale, e che è bello”, ha affermato Alice Wambugu a Nairobi, in Kenya, mentre partecipava alla videoconferenza insieme ai rappresentanti di altre organizzazioni non governative, impegnate in Kenya nella lotta all’AIDS grazie al supporto del Piano PEPFAR.
Una strategia di prevenzione promossa in Uganda, conosciuta come “ABC” – Abstinence, Be faithful, Condom use (astinenza, fedeltà, uso del preservativo) – è stata oggetto di molta attenzione; tuttavia, ha detto Dybul, lo schema di prevenzione americano ha una portata ben più ampia di quella che le è stata riconosciuta, ed include un progetto di prevenzione che riguarda sia la trasmissione per via sessuale, che quella da madre a figlio.
“Sosteniamo, inoltre, – ed in modo significativo – quelle iniziative... che riguardano la necessità di sangue sicuro, iniezioni sicure ed altri fattori essenziali, quali uso di alcol, assunzione di droga per via endovenosa e disuguaglianza sessuale, che contribuiscono alla diffusione del virus dell’HIV”, ha detto Dybul.
Ai critici delle iniziative PEPFAR, i quali hanno dichiarato che dovrebbe essere maggiormente enfatizzata la campagna a favore dell’uso dei preservativi, Dybul ha risposto: “I dati parlano chiaro, e dimostrano che c’è bisogno di tutte e tre le componenti”.
Per confutare l’ ipotesi che i programmi americani di aiuto sfavoriscano o scoraggino l’uso del preservativo, Dybul ha dichiarato che nel 2006 il piano PEPFAR ha provveduto all’acquisto di più di 475 milioni di preservativi, un quantitativo triplicato rispetto al 2001.
Per ulteriori informazioni, si prega di prendere visione del fact sheet pubblicato sul sito web del Dipartimento di Stato.
Per maggiori ragguagli sulle iniziative degli Stati Uniti per la lotta contro l’epidemia di AIDS, si prega di consultare la sezione HIV/AIDS .