U.S. Mission to the Holy See U.S. Mission to the Holy See
Background image
Background image
banner image Full version Plain Text Version Plain Text Version banner image
Africa

Africa's Orphaned and Vulnerable Generations: Children Affected by AIDS.

TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Nonostante i progressi ottenuti, i bambini continuano ad essere vittime dell’AIDS, 14 agosto 2006
(Il programma americano prevede aiuti agli orfani ed ai bambini a rischio africani)

a cura di Charlene Porter
Corrispondente del Washington File


Washington – Secondo un rapporto presentato il 14 agosto dall’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia), in Africa vivono circa 12 milioni di bambini a rischio, divenuti orfani, resi vulnerabili, o che si trovano in stato di povertà, a causa dell’epidemia di AIDS.

Quest’ultima relazione sulle giovani vittime dell’infezione epidemica, rappresenta un aggiornamento di uno studio precedente, eseguito nel 2003, ed è stato condotto dall’UNICEF, in collaborazione con il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS (UNAIDS), ed il piano approvato dal Presidente Bush per gli aiuti a favore della lotta all’AIDS (PEPFAR).

Nell’Africa sub-sahariana, l’AIDS costituisce la causa principale di decesso tra giovani adulti con prole. La loro scomparsa prematura lascia dietro di sé ragazzi sui quali incombe la povertà, che non ricevono né istruzione né guida alcuna, e sono soggetti ad emarginazione e a discriminazione, secondo quanto affermato dalla pubblicazione UNICEF, intitolata “Africa's Orphaned and Vulnerable Generations: Children Affected by AIDS” (Le generazioni orfane e vulnerabili in Africa: bambini affetti da AIDS).

Nel corso del 2005, più del 15 per cento dei bambini sono rimasti orfani in 10 dei 45 paesi dell’Africa sub-sahariana. Il rapporto denuncia che nel solo Zambia, sempre nello stesso anno, il 20% dei bambini sono rimasti orfani, metà dei quali a causa dell’AIDS. La custodia di questi minori ricade sulla popolazione di questo paese, composta di circa 11 milioni di persone.

Uno degli obiettivi del piano PEPFAR, consiste proprio nel fornire aiuti a questi individui così vulnerabili, secondo quanto affermato da Kent Hill, vice-amministratore dell’Ufficio per la Salute Mondiale presso l’Agenzia statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID).

“Il Piano approvato dal Presidente Bush per gli aiuti a favore della lotta all’AIDS, ha portato una maggiore attenzione sulle famiglie e sui bambini che convivono e sono affetti dall’HIV/AIDS”, ha dichiarato Hill il 14 agosto a Toronto, dove il rapporto è stato distribuito nel corso della XVI Conferenza Internazionale sull’AIDS. “Rimane, comunque, parecchio lavoro da fare, in quanto il numero degli orfani a causa dell’AIDS è ancora in aumento. Attraverso il potenziamento dei programmi più importanti a livello locale, la comunità internazionale può garantire che i bambini orfani e vulnerabili ricevano le cure, il supporto e la protezione di cui necessitano”.

Il PEPFAR è un piano quinquennale che prevede l’erogazione di 15 miliardi di dollari, e fornisce assistenza a 120 nazioni, rivolgendo un’attenzione particolare alle 15 nazioni maggiormente colpite dal virus dell’HIV/AIDS.

Nell’anno in corso, sono stati stanziati circa 217 milioni di dollari per i programmi di aiuto a favore di orfani e bambini vulnerabili; questa cifra rappresenta il 12.5 % del bilancio annuale, relativamente al 2006. Nel 2005, il piano PEPFAR ha provveduto a più di 1.2 milioni di bambini orfani e vulnerabili. Parallelamente, 75.000 adulti hanno partecipato ad un corso di formazione per la cura dei ragazzi a rischio, allo scopo di raggiungere un supporto sostenibile per 15 milioni di bambini, per i quali si presume che, entro l’anno 2010, avranno perso uno o entrambi i genitori.

L’ufficio del Coordinatore americano per la Lotta all’AIDS nel Mondo, ha identificato una serie di priorità per i servizi a sostegno di bambini orfani e vulnerabili, che includono:

  • Rafforzare la capacità delle famiglie nel proteggere e prendersi cura dei ragazzi, prolungando la vita dei genitori ammalati e di chi li assiste;
  • Mobilitare e sostenere le comunità, affinché contribuiscano all’assistenza terapeutica e socio-economica delle famiglie bisognose;
  • Garantire che i bambini vulnerabili abbiano accesso all’istruzione, alla formazione, alla sanità e a tutti gli altri servizi.

Garantire l’istruzione dei bambini rimasti orfani, viene considerata una priorità nella cura dei bambini vulnerabili.

“Uno dei modi più efficaci per proteggere questi bambini equivale ad investire nell’istruzione, specialmente per le ragazze”, ha dichiarato il Vice Direttore Esecutivo dell’UNICEF Rima Salah, durante la conferenza stampa a Toronto.

L’ufficio del Coordinatore americano per la Lotta all’AIDS nel Mondo ha preparato una casistica sull’efficacia dei programmi PEPFAR, e su come gli aiuti abbiano portato una nuova speranza alle famiglie che subiscono perdite e vivono in povertà a causa dell’HIV/AIDS. Questo studio, dal titolo Stories of Hope (Storie di Speranza), può essere visionato sul sito internet del Dipartimento di Stato, presso la seguente pagina web: < http://www.state.gov/s/gac/rl/or/69980.htm >

Sullo stesso sito, alla pagina web < http://www.state.gov/s/gac/rl/fs/2006/65910.htm > , si può trovare un fact sheet che offre una panoramica di tutte le iniziative previste dal piano PEPFAR per gli aiuti all’infanzia.

L’UNAIDS e l’UNICEF hanno lanciato una campagna mirata a favore dell’infanzia. Maggiori informazioni su questa iniziativa, dal titolo Unite for Children (Uniti per l’Infanzia), sono disponibili sul sito web delle Nazioni Unite alla pagina < http://www.unicef.org/uniteforchildren/index.html >.

Per consultare la pubblicazione dell’UNICEF: “Le Generazioni orfane e vulnerabili in Africa: bambini affetti da AIDS”, si prega di aprire il seguente collegamento web: < http://www.unicef.org/publications/index_35314.html > .

Per continui aggiornamenti, si prega di consultare la sezione HIV/AIDS, alla pagina: < http://usinfo.state.gov/gi/global_issues/hiv_aids.html >

This site is managed by the U.S. Department of State.
External links to other Internet sites should not be construed as an endorsement of the views or privacy policies contained therein.
 Home | Contact Us | Privacy | disclaimers | Webmaster| FAQ  Embassy of the United States