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Secretary Rice introduces the State Department's 2006 Annual Report on International Religious Freedom. (State Dept. photo/Mike Gross)
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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Gli Stati Uniti promuovono la libertà religiosa per tutti, afferma la Rice, 15 settembre 2006
(Un rapporto del 2006 esamina l’impegno di 197 paesi a favore della libertà religiosa)
Di Michelle Austein
Redattrice del Washington File
Washington – "Gli Stati Uniti cercano di promuovere la libertà religiosa e la tolleranza e cercano di costruire un mondo più pacifico per i popoli di tutte le fedi”, ha dichiarato il Segretario di Stato Condoleeza Rice il 15 settembre, in occasione della pubblicazione del Rapporto Internazionale sulla Libertà Religiosa.
Il Dipartimento di Stato statunitense ha pubblicato il 15 settembre l’ottavo rapporto annuale al Congresso. Il rapporto del 2006 esamina l’impegno di 197 paesi per l’avanzamento della libertà religiosa.
Gli Stati Uniti sperano che il rapporto sarà una risorsa per coloro che condividono la preoccupazione nei confronti della libertà religiosa, ha detto la Rice.“Noi speriamo anche che esso sarà una fonte di incoraggiamento per coloro la cui condizione viene documentata nel rapporto, e il cui diritto a credere e praticare e pregare come vogliono viene ancora negato dai loro governi”.
Alcuni episodi avvenuti nel corso dello scorso anno, tra cui gli incidenti seguiti alla pubblicazione di vignette raffiguranti il Profeta Maometto su giornali europei, “hanno mostrato la necessità di andare oltre la protezione della libertà religiosa de jure muovendosi verso uno sforzo concordato per creare condizioni di armonia, comprensione reciproca e rispetto all’interno delle nostre società”, ha dichiarato John Hanford, Ambasciatore Itinerante per la Libertà Religiosa Internazionale.
Secondo Hanford molti governi stanno compiendo passi importanti a favore della libertà religiosa. Per esempio, in Afghanistan il governo sta cercando di approvare garanzie costituzionali per la libertà religiosa nonostante la presenza di una cultura dell’intolleranza di lunga data. In Turkmenistan altri gruppi religiosi sono riusciti ad ottenere uno status legale.
Il rapporto documenta anche i governi che di norma sopprimono la libertà religiosa, compresi quelli di Eritrea e Cina, che usano leggi repressive che obbligano alla registrazione come mezzo di restrizione delle religioni non approvate, o per mettere completamente fuori legge alcune fedi, ha continuato Hanford. In particolare, ha detto Hanford, l’Uzbekistan ha ulteriormente inasprito le proprie leggi sulla religione, e le congregazioni hanno subito vessazioni e sono state cancellate dai registi. In quella nazione alcuni mussulmani sono stati impropriamente arrestati, ha aggiunto Hanford.
Il quinto anniversario degli attacchi dell’11 settembre 2001 ha richiamato alla mente che “tutto il mondo è minacciato dall’ideologia estremista di odio e fanatismo e intolleranza religiosa”, ha detto la Rice.
“La libertà religiosa è profondamente radicata nei nostri principi e nella nostra storia in quanto nazione. Ed è ora parte integrante dei nostri sforzi per combattere il terrorismo e l’ideologia di odio che l’alimenta”, ha concluso la Rice.
Le trascrizioni delle osservazioni della Rice e delle osservazioni di Hanford sono disponibili sul sito web del Dipartimento di Stato, così come il testo completo del rapporto 2006 e dei rapporti precedenti.
Per ulteriori informazioni, vedi La Libertà Religiosa Internazionale e La Libertà Religiosa di Democracy Dialogues.